Insulo de la Rozoj: la libertà fa paura

|
Regia : Stefano Bisulli & Roberto Naccari
Produzione : Cinematica
Durata : 52'
Versioni :
Formato : Digibeta
Vedi filmato 
|
|
È il primo maggio del 1968. Al largo delle coste riminesi, appena fuori dalle acque territoriali, un ingegnere proclama uno Stato indipendente su una piattaforma in ferro da lui stesso progettata e costruita: è l’atto di nascita della Repubblica dell’Isola delle Rose. O, meglio dell’Insulo de la Rozoj, secondo la traduzione in esperanto, lingua ufficiale della neonata repubblica.
La micronazione diventa immediatamente un caso nazionale e internazionale, suscitando da una parte grandi timori, dall’altra speranze e sogni.
Politici e autorità sono spaventati dalla presenza di un nuovo soggetto internazionale a qualche miglio dalle coste italiane. Dall’altra parte gli operatori del turismo e gli amministratori riminesi vedono di buon occhio l’Isola delle Rose, divenuta una inaspettata attrazione turistica. Ma i più contenti della nascita dell’Isola delle Rose sono probabilmente giornalisti ed editori: l’isola è la notizia dell’estate italiana, con le foto di giovani bellezze in audaci bikini a far da contorno a inchieste e interviste. E il tutto succede sulle spiagge della riviera di Rimini, ormai divenute il luogo di villeggiatura degli italiani.
A 55 giorni dalla proclamazione dell’indipendenza, lo Stato italiano decide di intervenire con fermezza. Viene proclamato l’embargo a cui segue l’occupazione militare. Dopo qualche tempo gli artificieri della marina militare sbarcano sulla piattaforma. Il 25 febbraio del 1969 l’isola scompare in mare.
Una serie di tributi all’idea di un ingegnere che, nella sua bella villa bolognese, ancora oggi, ultraottantenne, sorride amaramente ripercorrendo la storia della sua creatura.
|